La cartella clinica e l’EMR* in Giappone

Medicina

EMR: Electronic Medical Record

Premessa: non tutti gli ospedali sono allo stesso livello di informatizzazione; gli ospedali universitari vengono usati come prova (sandbox?) per le nuove tecnologie e per le sperimentazioni.

Big data?

La mia presenza è stata prevalentemente in una Cardiologia e Cardiochirurgia su cui mi son focalizzato per l’attività di ricerca e studio sulle modalità di gestione dell’immensa quantità di dati prodotta giornalmente dai vari reparti, seppur tutti i reparti lavorino secondo standard.

Il paziente sottoposto a “profilazione informatica” ha maggiori possibilità di ricevere una personalizzazione delle cure. Così, un consulto tra ospedali anche lontani che hanno avuto precedentemente a che fare con un profilo simile diventa non solo semplice, ma anche dovuto.

Oggi, questa pratica ha solo un nome: big data.

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Foto dal Web

I dati muovono il mondo

Sono sempre i dati a fornire nuovi spunti di riflessione, evidenze (ancora) nascoste, differenze nell’uguaglianza dei casi clinici che ogni giorno passano sotto gli occhi dei medici. E questo è stato ben capito e messo in pratica.

Ogni ambulatorio, ogni bancone nei corridoi ad uso del personale sanitario è dotato di PC collegato al sistema. Il sistema – 100% paperless ed informatizzato – non ha necessità di schedari cartacei, riassunti improbabili in fogli volanti che dovranno essere poi trascritti nella cartella clinica informatizzata.

L’opera di informatizzazione attuata ha contorni spavaldi: tutto il Giappone deve parlare la stessa lingua, ovvero i gestionali devono produrre gli stessi output così che la profilazione sia eseguita in una lingua comprensibile a tutti, che non è il giapponese ma la lingua dei dati.

File Maker Pro

Una raccolta di articoli interessante, di cui un autore è diretto responsabile dell’informatizzazione dell’ospedale in cui ho lavorato è Hospital End User Computing in Japan How to Use FileMaker Pro with Hospital Information Systems, uno dei pochi testi disponibili in inglese e la cui lettura è consigliata per approfondire l’argomento.

L’immensa mole di bit è dislocata in numerosi backup in vari punti del Giappone, affinchè eventuali cataclismi naturali che si abbattono su una certa area non causino perdita di dati.

L’intero gestionale con cui ci si interfaccia è basato su Filemaker Pro.  Il che strappa un sorriso visto che il software è scaricabile da chiunque in cambio del pagamento della licenza (il cui prezzo è correlato al numero si client…)!
Non è un prodotto pensato da ingegneri che il personale sanitario deve subire.
E’ un prodotto, un interfaccia plasmata sulle esigenze del reparto.

Una cosa così alla portata di tutti da sembrare banale. Eppure funziona.

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Foto dal Web. FileMaker Pro permette di organizzare le interfacce facilmente.

Umanizzazione del paziente VS sterile profilazione

Il paziente in ingresso è innanzitutto una persona: non ha solo un nome, un cognome o una patologia: la cartella clinica è dotata di foto.

Scheda del paziente

Nelle interfacce fitte e ricche in informazioni spiccano per importanza keywords e valori numerici che permettono un rapido inquadramento del paziente.

Tutto ciò che può essere misurato deve essere misurato. Se possibile, più volte nel corso della degenza.

Eventuali parametri fisiologici rilevati non sono misurati ad intervalli, ma in caso la clinica lo richieda vengono monitorati costantemente e salvati per consultazioni future. Nessuna informazione va buttata quando si parla di salute.

Nell’opera di collezione dei dati rivestono un ruolo importante non solo i sensori spesso collegati al paziente ma anche l’attività di refertazione che sarà oggetto di un prossimo post perché merita le giuste attenzioni.

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