Viaggio in Giappone: oltre Tokyo

Racconti di Viaggi

Dove eravamo arrivati?

Nel precedente post avevo descritto a grandi linee quel che è stato il mio tour a Tokyo in compagnia di Hanta, prima collega e poi a fine avventura amico vista la cura con cui si è preso cura di me.

Tokyo e Miyazaki
Tokyo e Miyazaki. Mappa da Geology.com

Però a Tokyo ci son stato 10 giorni appena. La maggior parte dei tre mesi li ho trascorsi a Miyazaki (la Cagliari giapponese), in cui ho conosciuto una cultura del rispetto e dell’altruismo ineguagliabile.

Binari

Una volta compreso il meccanismo di funzionamento dei bus urbani, spostarsi è diventato un po’ più semplice. Dove non arrivava la bicicletta, arrivavano i bus.

Nel tabellone sopra l’autista accanto al numero del mio biglietto ci sarà la cifra da versare in uscita.

Oltre a panorami spettacolari, credenze antiche e storie al confine con la spiritualità.

Tempio della fertilità. In basso a sinistra si intravede un canestro di corda intrecciata adagiato su una roccia. Facendo centro con 5 palline di terracotta ci si assicura protezione per il viaggio per se stessi e per la propria famiglia.

Tempo libero

A pochi km di distanza (biking distance) da bellissimi posti come Aoshima, ottimo posto per pensare, studiare, progettare. Ovviamente in compagnia di ottima birra locale.

 Frontemare di Aoshima, l’isola degli innamorati
Aoshima Beach Club

Non lontano da Aoshima, le “rocce a lavatoio”.

Ma non c’è solo il mare.
Un particolare che salta subito all’occhio è il verde. Il verde vivo della natura, ovunque.

Giardinetto nel retro dell’ospedale

E a pochi km di distanza da Miyazaki, il ponte di Aya permette di immergersi nel verde della natura giapponese.

Ponte di Aya
Verso il castello del legendario Ito Mancio
Veduta dal castello

La città è come un bomboniera. Ci si immerge nella vera tradizione. Si respira tradizione. Si mangia tradizione. Il tempo sembra essersi fermato nei centri “storici”, che storici non sono essendo stati distrutti per la maggior parte durante la II Guerra Mondiale.

Via del centro storico di Miyazaki
Dettaglio

Il cibo

I miei pasti son stati prevalentemente consumati nella mensa universitaria in cui ho avuto la possibilità di conoscere grandi persone. Raramente ho mangiato nel ristorante interno all’ospedale, più frequentato dai medici che per praticità e per tipo di menù lo preferivano rispetto alla mensa degli studenti, più spartana.

Anche se non sono mancati pasti in ristoranti tipici.

Barbecue

Ed ovviamente non è mancato il pesce crudo, come da tradizione. Il cuoco mi ha solo chiesto se avessi qualche preferenza sui pesci esposti….nell’acquario.

Sushi appena preparato: dall’acquario al piatto

Ed infine c’è lui. Il mio ramen preferito. Il tomato ramen!

Tomato ramen

La scuola

Ho avuto l’immensa fortuna di essere portato all’interno di una scuola superiore giapponese in occasione del suo centenario e dell’apertura dell’anno scolastico (e qui è doveroso un saluto a Miss Narumi: a

Classe di una scuola superiore

Quel che salta all’occhio ancora una volta è la disciplina.

Durante l’open school ho potuto partecipare a varie iniziative. Dai laboratori di cucina a quella che più mi è rimasta nel cuore per solennità: il rito del tè.

Cerimonia del tè

Il meteo

Da giugno a ottobre è tempo di tifoni. Non uno. Non due. Molti.

Tifone. Notare il campo di riso sulla destra completamente allagato

Ma come accade sempre, dopo la tempesta arriva sempre il sereno.

Dopo tifone

Durante l’allerta meteo evitavo di uscire per via della pioggia violenta e del forte vento. Con qualche giorno di anticipo, acquistavo provviste per i giorni in cui non sarei potuto uscire.

Questo è l’ultimo post sul Giappone.
Spero di avervi trasmesso almeno un minimo le stesse emozioni provate da me in questi mesi. Che, a pensarci bene, mi fanno venire il desiderio di ritornarci domani stesso!

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